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  Bibliografia
La Maremma di Tiburzi

Presentazione di Maurizio Danesi
Gruppo Poligrafico Editoriale, San Marino (1966)
116 pagine, 20 illustrazioni





Si dà il caso che ci sia tuttora chi pretenderebbe di considerare Tiburzi un sant'uomo, per non dire un santo addirittura. La spiegazione di questa mentalità, del resto poco diffusa, si deve senz'altro ricercare nel fatto che il leggendario bandito maremmano ha sempre goduto fama di difensore e soccorritore dei disgraziati. Ma è fuor d'ogni minimo dubbio che né i sant'uomini, né i santi pigliano il fucile e lo scaricano addosso al proprio simile;[...]
Giudicherà tuttavia il lettore [...], se la figura di Tiburzi non possa essere stata partorita - come io ritengo - da quel groviglio di mali che fecero della Maremma tosco-laziale una terra da temere e da disertare [...]

Paride Pascucci,
«Eroi di Maremma»
(1875) - Olio su tela cm. 94×73 -
Cassa di Risparmio di Firenze, Firenze

V'è un dipinto del Pascucci prima maniera - opera molto sentita e sofferta dall'artista mancianese - che sintetizza mirabilmente, in un'immagine di miseria, di dolore e di morte, la realtà maremmana di quei tempi.
La composizione pittorica è semplice, essenziale; ma permeata e soffusa di straordinario vigore espressivo e di profonda drammaticità: nell'interno di un abituro, una donna si scioglie in pianto disperato, inginocchiata ai piedi del pagliericcio su cui senza vita, giace il corpo del marito ucciso dalla malaria.
L'opera pascucciana - essendo nato l'artista nel 1866 ed avendo pertanto vissuto la tragedia delle popolazioni rurali - può essere considerata un documento storico di grande validità, una testimonianza irrefutabile e sconcertante delle condizioni pietose - per non dire disperate - in cui versava, a quei tempi, il proletariato maremmano.[...]

Alfio Cavoli