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  Bibliografia
Il Cristo della povera gente
Vita di Davide Lazzaretti da Arcidosso
(1834-1836)
Nuova Immagine Editrice, Siena (1989)
144 pagine,
10 illustrazioni
Con 20 lettere inedite.
Introduzione di Ernesto Balducci.
Copertina di Flavio Costantini.


[...]Ma chi è, allora, David? Che cosa rappresenta davvero la sua anima, se intelligenze fra le più limpide della nostra cultura non sono ancora riuscite a definirla secondo un punto di vista unanime, restando anzi divise da un abisso di valutazioni contrastanti e spesso diametralmente opposte? Può, il Lazzaretti, pretendere credibilità quando annuncia come soprannaturale il carattere della sua missione e dichiara addirittura di essere il nuovo Messia?
Personalmente, ho grande rispetto per questa stupenda figura della "montagna maremmana"; così come apprezzo la fede incrollabile della sparuta cerchia di seguaci che alimentano la sua mistica fiamma: rispetto e amore, per quel senso di umanità e per quella spiccata sensibilità sociale che spinsero il povero barrocciaio di Arcidosso — fra l'indifferenza dei vari Barzellotti, Pistolozzi, Ferrini, strenui difensori dei loro privilegi — a mettere la sua vita al servizio degli umili e degli oppressi.
Ma confesso che anni di riflessione non mi hanno aiutato a vedere David per quello che in effetti è, sotto la luce che più gli s'addice e che meglio può illuminare ogni piega, anche la più remota e nascosta, della sua complessa, sconcertante personalità.
Dirò, per giunta, che la mia perplessità sul suo conto (mi riferisco soprattutto al divino che ci sarebbe in lui), anziché diradarsi per offrirmi l'occasione di guardare e di vedere le cose con maggiore chiarezza, si è fatta via via più fitta e impenetrabile. La colpa — ne sono certo — non è del Lazzaretti, del suo non sapersi rivelare ai miei occhi nelle vesti che gli sono proprie; ma esclusivamente mia.
"Gli uomini avranno un bel dire e un bel fare calcoli sopra di me; — ha lasciato scritto il profeta dell'Amiata nel Libro dei Celesti Fiori nulla comprenderanno se in voi, mio Dio, non fissano i loro sguardi ed i loro pensieri. Io sarò per essi un mistero incomprensibile, che non potranno comprendere, se non con i lumi della fede che precede dalla vostra grazia".
Evidentemente, anch'io appartengo al novero di questi esseri che brancolano nel buio. E me ne dolgo con sentimento sincero, perché da questa condizione di agnostico mio malgrado, in cui mi pone il caso specifico, mi deriva l'impossibilità più assoluta di capire certi atteggiamenti di David che, tuttavia, desidero ripeterlo, mi sta sempre nella mente e nel cuore.

Alfio Cavoli

Le Case della memoria in Toscana

La Giunta Regionale, nel 2004, ha selezionato cinquantaquattro case della memoria. Sorta di nutrite testimonianze della vita di personaggi che hanno scelto come terra d'elezione la Toscana
Le informazioni sulle dimore del progetto sono raccolte nell’archivio on line della Regione, dal quale è tratto anche il filmato visibile in questa pagina.
In dieci di questi luoghi di vita, infatti, sono stati realizzati altrettanti documentari. A commentare in video il sovrastante, che riguarda l’eremo di Monte Labbro (Arcidosso, GR) voluto da David Lazzaretti, è stato chiamato Alfio Cavoli.
Girati dal regista Fabrizio Todesco, i dieci filmati prodotti dalla Giunta Regionale Toscana, sono stati realizzati da Politelevision.