Alfio Cavoli, con alle spalle Lucio Casolaro, al Circolo ENAL.
Per i Mancianesi, da sempre, e ancora oggi che è in disuso:
"Le Stanze".

La porta della foto è lì tuttora. Lì come lo è la lapide dove è incisa una parte della storia di questo luogo "di famiglia" per tutti gli anziani del paese, di "ricordi" per gli ultimi - di loro un po' più giovani - che lo hanno potuto vivere e racconta che

DOVUNQUE IN MANCIANO
SPIRA ALITO DI VITA NUOVA E CIVILE
RICORRE IL NOME
PIETRO ALDI



DALLE BATTAGLIE DELL'ARTE
FATICATO NON DOMO
QUI TRAEVA A CONFORTO
TRA COMPAGNI E AMMIRATORI
GODENDO LIBERO E SERENO
L'APERTA ESPANSIONE DELL'ANIMO



LA SOCIETÀ DEI RISOLUTI
CHE L'EBBE IN PRIMA INIZIATORE ARDENTE
POI SEMPRE COADIUVATORE INDEFESSO
RAMMENTA QUI CON ORGOGLIO
TANTA ALTEZZA D'INGEGNO
PIEGANTESI INGENUA AMOROSA
ALLA GAIA TRADIZIONE
DELL'ARTISTA ITALIANO

La sorte de "Le Stanze", da anni è da definire. Purtroppo la burocrazia non si occupa in primis della bellezza e quasi mai delle emozioni nemmeno quando, entrambe, sono un patrimonio della comunità.
Peccato. I Mancianesi, però, continuano a sperare.