Talvolta ci capita di compiangere i giovani maremmani per non aver avuto la fortuna di conoscere la loro vecchia terra; perché ci rendiamo conto che la Maremma del tempo che fu, nella loro mente, è una tabula rasa. Ammesso che qualcosa essi abbiano ascoltato dai racconti dei nonni, si tratta soltanto di una parvenza rispetto alla realtà di un mondo che aveva, sì, connotati d'estrema povertà, di selvatichezza, per certi aspetti persino d'inospitalità; ma che esprimeva un carattere oggi del tutto scomparso: la poesia.

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di Alfio Cavoli

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Maremma amara
interpretata dal coro
Le Corde d'Orfeo




Manciano
marzo 1960
Piazza Garibaldi
ore 24
Nebbia densa:
e pioggia
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